La valle dell’inferno è una delle aree più selvagge del Mugello, oltre ad una ricca vegetazione integrale, sono presenti molte specie di fauna tra cui l’Aquila reale ed il Lupo appenninico che da sempre vive in queste terre.Partiamo dalla Badia di Moscheta, fondata nel 1034 dal beato Rodolfo del Galigai, dell’ordine Vallombrosano di S. Giovanni Gualberto. Della costruzione originaria resta solo un muro con un’arco spezzato. Continua a leggere »

Assieme al vicino Torrione Fìgari, la Punta Quèsta è la quota più pronunciata ed elevata della lunga cresta dei Pradacetti, che scende dalla Forbice fino alla confluenza di due tra i più selvaggi valloni apuani: il Canal Fondone e il Canale degli Alberghi. La posizione particolare, staccata dallo spartiacque principale, consente di osservare da un’ottima angolazione gli aspri pendii meridionali della cresta apuana, dal M. Grondìlice, al M. Cavallo passando per il M. Contrario. Continua a leggere »

Situato nelle Alpi Giulie Occidentali il M. Canin è formato da un lungo complesso di creste su cui corre il confine Italo-Sloveno. Negli altopiani del Canin, di marcata formazione carsica, nei millenni l’acqua ha scavato numerosi canali, profondi solchi e antri oscuri, alcuni annoverati fra i più profondi nel mondo carsico. Inoltre l’altissima quantità di perturbazioni provenienti da sud-ovest vi permettono la permanenza del ghiacciaio più orientale dell’arco alpino, il cui limite inferiore, poco sotto i 2000 m di altitudine, lo rende fra i più bassi. Continua a leggere »

Ferrata dell’Appennino Ligure divisa in quattro settori, con passi difficili non sempre evitabili, che da poco sopra l’abitato di Crocefieschi in valle Scrivia conduce alle Rocche Del Reopasso e alla vetta della Carrega du Diao a 959 m. Continua a leggere »

Il Parco dell’Orecchiella si trova sul versante appenninico della Garfagnana ed è un’area protetta dal Corpo Forestale dello Stato, composta da imponenti foreste di faggio, castagno ed abeti ancora oggi popolate da numerose specie di animali selvatici. Il massiccio montuoso della Pania di Corfino si erge al centro del Parco, tra le Apuane e l’Appennino, in una zona che comprende ben tre riserve naturali: la Pania di Corfino, l’Orecchiella e il Lamarossa. Dal Rifugio Isera saliremo sul sentiero CAI 62 fino all’Orto Botanico “Pania di Corfino” che raccoglie, tutela e conserva la flora autoctona (spesso rara ed in via di estinzione) dell’Alto Appennino Lucchese; la visita guidata dell’Orto ci consentirà di attuare una breve escursione naturalistica, attraverso la ricreazione degli ambienti naturali dell´Alto Appennino Lucchese quali le brughiere, le rupi, i macereti, le torbiere, i pascoli ed i boschi. Terminata la visita proseguiremo verso la vicina vetta della Pania di Corfino da cui riscenderemo attraverso il sentiero CAI 64 compiendo un anello. Continua a leggere »