14 febbraio, ore 8,30.  A parte qualche defezione dell’ultimo minuto, siamo in ventiquattro davanti alla farmacia della Stazione di Santa Maria Novella, come da programma. L’umore è alto, nonostante la pioggia. Un caffè, convalida del biglietto e si sale sul treno per Arezzo, destinazione del nostro trekking urbano.
La città ci accoglie con pioggia battente e raffiche di vento ma ci vuole altro per fermarci. Rinfrancato lo spirito e lo stomaco in una pasticceria del centro, ci si mette in cammino verso la parte alta della città, lasciando al pomeriggio la prevista visita a S. Maria delle Grazie, fuori le mura, sperando nella benevolenza del meteo.
In fila indiana, cercando di ripararsi sotto i tetti, nonostante vari ombrelli, mantelle, ghette e impermeabili, più che escursionisti si sembra un gruppo di pellegrini impegnati nella visita delle sette chiese: S. Agostino, San Michele, San Gimignano…. E vuoi che la fortuna aiuti gli audaci o che, magari, lassù qualcuno ci ami, il vento s’è calmato, la pioggia ha cominciato a diminuire e così, oltre all’interno delle chiese, abbiamo potuto ammirare i palazzi, i vicoli, le case torri, i giardini nascosti che impreziosiscono la città.
Tanta perseveranza meritava un premio. Ed ecco che ci siamo imbattuti in alcune persone che stavano lavorando a un allestimento in un ex oratorio nel quartiere di Porta Crucifera  e che non solo ci hanno fatto visitare un affresco trecentesco, recentemente scoperto e restaurato raffigurante la “Madonna del latte”, forse di Spinello Aretino, ma, con la raccomandazione del Capitano dei giostratori e con la guida e le preziose spiegazioni di un consigliere, abbiamo visitato  la sede del quartiere in palazzo Alberti, dove sono custoditi i cimeli  e le lance d’oro vinte dai giostratori nel corso delle varie carriere della Giostra del Saracino.
Intanto ha smesso di piovere e c’è pure qualche sprazzo d’azzurro.  Possiamo quindi continuare il nostro itinerario nella città alta: da Piazza Grande con la loggia del Vasari e gli splendidi palazzi che vi si affacciano, al Palazzo Pretorio e per le vie intorno, incrociando ogni tanto un corteo di maschere ispirate a Pinocchio, la Pieve di Santa Maria, il Palazzo dei Priori, la Cattedrale, San Domenico, piazza San Francesco con il Caffè dei Costanti, sosta imperdibile per un caffè in una delle location del film “La vita è bella”.
E infine, dai, approfittiamo del buon tempo ritrovato e andiamo a Santa Maria delle Grazie, con il suo bel porticato progettato da Benedetto da Maiano. Un’occhiata veloce all’altare in ceramica di Andrea della Robbia, per non disturbare la funzione religiosa, e si ritorna asciutti e soddisfatti verso la stazione.
Alla prossima!

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