Vieni con noi in Transumanza, fai un weekend nell’orto, segui i corsi per la produzione dei formaggi e vivi un giorno da pastore, impara a fare marmellate e tutte le attività tradizionali contadine, di allevamento e transumanza. Segui i ritmi che da millenni collegano uomo e natura, rivissuti pienamente. Queste sono state le motivazioni che mi hanno spinto a partecipare a questa avventura. Certo, il posto non è dietro l’orto, come si suol dire, l’ Abruzzo è lontano circa 400 km.!

Nel viaggio abbiamo avuto alcune difficoltà ma quando siamo arrivati ad ANVERSA ci siamo rinfrancati perchè l’ Agriturismo la ” Porta dei Parchi ” è in una posizione incantevole e accogliente, anche se un po’ spartano, e le persone che lo gestiscono sono disponibili e carine.

Appena scesi dalla macchina siamo rimasti di sasso perchè siamo stati invasi da un nugolo di mosche che ci ha fatto dubitare il proseguo dell’ospitalita; poi le cose si sono normalizzate perchè abbiamo detto alle mosche di non rompere le scatole a noi ma alle pecore. Dopo la sistemazione nelle camere siamo scesi a visitare il paese di Anversa, molto carino, molto antico e molto restaurato. Al rientro ci siamo dedicati alla conoscenza dell’ agriturismo cominciando dagli animali. Ci sono gatti, cani, asini, naturalmente pecore e capre, e poi maiali vietnamiti, tacchini , galline, un cavallo e mosche, mosche, mosche; ma queste sono insetti e non contano. Continuiamo poi con gli gli uffici, la sala dove vendono i loro prodotti e poi l’ambiente dove si mangia e si passa la maggior parte del tempo, c’è anche una bella sala di ricreazione con un grande schermo gigante. In ultimo siamo andati a vivere il rientro delle pecore nei loro stazzi e poi la mungitura e la casearia. Qui abbiamo chiesto nozioni su come si mungono le pecore e come si fa il formaggio. E’ stato tutto molto interessante e piacevole. Uso sempre il plurale perchè con me c’erano anche G.Paolo, la Maria e la Tiziana, con i quali ci eravamo accordati per fare il viaggio passando dalle strade statali e non per autostrada, quando non era indispensabile. Solo che quando si arrivava nelle città, come Terni, Rieti, l’Aquila trovavamo delle difficoltà ad orientarsi. Il richiamo dello stomaco ci ha indotto a rientrare al desco e qui ci siamo incontrati con altri compagni di avventura. La Marta, una signora di Roma che pur avendo marito e figli se nè venuta sola sola a farsi la transumanza e la Chiara, una singol di Trieste che, ci dice, è la settima transumanza alla quale partecipa, è accompagnata da una bellissima cane pastore abruzzese che è una meraviglia si chiama Douce amie ( dolce amica ).

La cena! non riuscirete mai ad immaginare quanto sia stata copiosa ( anche troppo ). Nel frattempo si erano accompagnate a noi altre persone, fra le quali, Nunzio e la Manuela che sono i gestori dell’Agriturismo, e così discorrendo allegramente ed in buona compagnia abbiamo passato una piacevolissima serata.

Sveglia alle sei, dopo una abbondante colazione a base di prodotti caseari, al seguito della nostra guida, il Sig. Domenico ex alpino, si parte in discesa fino ad arrivare al fiume Sagittario, importante anche per le sue profonde gole. A noi si sono uniti anche Pino e sua moglie Johana, di origine teutonica, l’Antonella che sembra un attrice e lo è davvero, la Silvia, l’Ivana e Gigi e naturalmente noi della cena precedente. L’ambiente del Sagittario è molto interessante con le sue gole profonde, incastrato fra alte montagne e ben attrezzato per l’accoglienza turistica. Si parte e si comincia a salire. Dopo una mezzora si lascia il fiume e salendo sulla sinistra si incontra il gregge, circa 350 pecore, col Pastore che le dirige coadiuvato da dodici cani. Si procede su terreno piuttosto ostico, su sentiero fra gli alberi e un po’ d’erba dove le pecore ci intralciano perchè si fermano a mangiare. Si incontra la strada asfaltata che porta a Castra Calva, la seguiamo per alcune centinaia di metri, sempre dominati dalle pareti del Pizzo Marcello, poi il gregge prosegue su strada, noi giriamo a destra su sentiero fino al paese.Visita al paese che ospita solo otto persone in inverno. Poi Domenico ci dice di proseguire e poco dopo incontriamo un abbeveratoio e li chi c’è? naturalmente NUNZIO, un ”uomo pastore” con un certo carisma e con una lunga barba (a me ha fatto venire in mente Karl Marx) che ci ha portato la seconda colazione. Dopo quello che abbiamo mangiato la nostra avventura é stata ribattezzata ” la TRAN SU MANGIA” e siamo solo all’inizio. Si riparte , siamo a 850 mt s.l.m, naturalmente in salita, e che salita! rincontriamo il gregge che era ad aspettarci poco sopra e scopriamo che cambia completamente il paesaggio: adesso poche piante e molti prati, belli verdi, invitanti, che danno una sensazione di pace e di tranquillità e dove notiamo di più la destrezza dei cani Pastori Abruzzesi nel controllare e condurre il gregge. E qui si comincia a notare la diversità della flora di queste montagne , con una immensità di fiori e piantine di molte specie e varietà. Naturalmente foto a tutto spiano, non solo alle piantine, ai fiori e a gli animali a quattro zampe ma anche a noi animali a due zampe. Il sentiero diventa una mulattiera, ci sono dei segnali che indicano il passaggio di una maratona di Mountanbike e siamo al passo CHIARANO a 1620 mt. Sono le tredici: e qui ho capito veramente quanto sia bello passare del tempo in montagna, a contatto della natura, degli animali, dei fiori e delle piante. In lontananza si vedono la MAIELLA ed il SIRENTE, montagne di quasi tremila mt.. In questi momenti di attesa e di riposo penso alla MARIA ed alla TIZIANA che non essendo abituate a camminate cosi faticose, come se la caveranno? Invece!… eccole che arrivano felici e soddisfatte, anche se stanche naturalmente. Ci riuniamo, persone ed animali e si scende fino a Frattura vecchia dove ritroviamo un altro pranzo portatoci dalla Samantha. Ci sistemiamo sotto una pergola con tavoli e panche e dopo aver mangiato di tutto come al solito, anche il caffè!! tutti al sole , stesi sui prati a recuperare dalle fatiche precedenti e a discorrere su gli avvenimenti della giornata o a fare la reciproca conoscenza, ormai eravamo diventati camerati. Si riparte ed in quaranta minuti siamo a Frattura nuova dove ci viene detto che a causa di condizioni non favorevoli, non possiamo pernottare li ma dovremo tornare all’Agriturismo. Subito panico perchè sono dieci ore che siamo in cammino, abbiamo fatto 1200 mt. di dislivello, siamo stanchi quasi morti e dobbiamo tornare indietro? nooo! viene subito chiarito che ci porteranno in auto fino all’Agriturismo. Detto fra noi, a me quasi quasi non dispiace, perchè dopo una transumanza così faticosa un po’ di comodità non le rinnego.

In poco più di mezz’ora arriviamo all’Agriturismo e, mi dico, vedi che avevo ragione? una bella doccia, un po’ di riposo, una passeggitina e poi a cena e dagli! un’altra volta a mangiare, ma sapete com’è quando siamo a tavola si dice sempre; mangerò meno domani! E giù finchè non siamo strapieni. Al mattino, quando siamo arrivati allo stazzo abbiamo trovato le pecore impazienti di partire, gli faceva caldo e volevano andare più in alto. Ci siamo incamminati con l’idea che oggi sarebbe stata più comoda la camminata, invece il gregge ci ha costretto ad arrivare fino allo stazzo di Chiarano. Abbiamo fatto la solita sosta per lo spuntino ( sic!) ed anche i cani ed il pastore ci incitavano a proseguire. Dopo diverse crisi di fatica, alcuni riposini e soste tecniche siamo arrivati per il meritato riposo. Da apprezzare l’abilità dei cani nello svolgere il lavoro di sorveglianza a protezione e guida del gregge, sono davvero molto bravi ed ognuno ha un compito da svolgere.

Lo stazzo di Chiarano è molto affascinante e coinvolgente, situato in un altipiano a circa 1800 mt. fra grandi prati e circondato da qualche bosco. sarebbe stato bello rimanere a dormire lì ma NUNZIO, il nostro mentore, ci ha messo di fronte l’alternativa di tornare a l’agriturismo e solo la Chiara, col suo cane, ha accettato ed è rimasta col pastore. Noi quatti quatti, siamo tornati alla Porta dei Parchi dove abbiamo fatto la nostra doccia, una bella cena a base di antipasti di ogni tipo, minestrone di pasta e ceci e cotolette d’agnello a scottadito, acqua, vino, dolce e caffè.

Domenica ultimo giorno di transumanza siamo tornati allo stazzo di Chiarano dove la Chiara, la Douce Ami, il pastore, le pecore ed i cani ci stavano aspettando. Ah! c’era anche il cavallo, la Stellina, che alcune di noi hanno usato durante il viaggio. Si sale per un po’ per larghi prati, poi si entra in un bosco e si esce su un crinale, il punto più alto che abbiamo pestato. Si entra in Valle Scura, le pecore brucano che è un piacere, i cani sono bravi e molto diligenti, vengono a farsi accarezzare e noi gli facciamo le coccole ed arriva il momento del commiato. Loro resteranoo qui fino al prossimo autunno, noi proseguiamo il nostro viaggio per tornare verso valle.

Durante la discesa ci fermiamo a Iovana dove in un rustico ristorante ci preparano un pranzo coi fiocchi che naturalmente gustiamo con molto piacere. Da li in poi si scende su una stradella sterrata dove incontriamo i Biker che fanno la Marhaton di Sarno e per un tratto gli dobbiamo sopportare. Verso le 17 arriviamo a Sarno e cogliamo l’occasione per visitare il paese e mangiare un gelato.

Il tempo ci ha assistito per tutta la transumanza e per questo ha consentito di apprezzare ancor di più questa grande esperienza.

SOLO COLORO CHE ACCETTANO IL RISCHIO DI SPINGERSI TROPPO LONTANO POTRANNO SCOPRIRE QUANTO LONTANO SI POSSA ANDARE. (Thomas Stearns Eliot)

Aldo