Sabato 29 e domenica 30 giugno

Dalla guida “Ortles Cevedale” di Gino Buscaini:

“Il Monte Cevedale è una maestosa montagna di ghiaccio, all’unione delle tre valli Martello, di Pejo e Valfurva, forma il vero centro del gruppo in quanto da essa si diramano le tre costiere principali che lo costituiscono.

Culmina con due punte: a SO con la 3769 Mt., cima vera e propria del Monte Cevedale, e a NE con la 3757 Mt. nel suo punto più basso. Un’altra sommità, 3700 Mt., si protende come spalla a N della punta NE, ma non è da considerarsi come terza cima. […] Il panorama è uno dei più belli del gruppo e particolarmente esteso: oltre tutt’intorno le cime del gruppo, dominate dalla piramide del Gran Zebrù, sono visibili le catene nevose di confine come l’Austria, le Dolomiti, i gruppi di Brenta, Presanella, Adamello, Bernina e persino il Monte Rosa. Per questo motivo, oltre che per la sua facilità d’accesso, il Monte Cevedale è una delle alte cime più frequentate delle Alpi Centrali, anche nella stagione primaverile”.

Primo giorno: Ritrovo al parcheggio Carrefour di Calenzano alle ore 5.45, arrivo previsto alle ore 12.00 a Santa Caterina Valfurva presso il Rifugio Ghiacciaio dei Forni q. 2150m

Descrizione della salita: Dal Rifugio Ghiacciaio dei Forni si segue il sentiero 28B, una lunga carrareccia, fino al Rif. Pizzini (1,30 h). Quindi si continua sempre per carrareccia sino alla partenza della teleferica di servizio, dove inizia il sentiero a svolte piuttosto ripido che conduce al al Rif. Casati (2,00 h).

Difficoltà: E

Tempo di salita: 3.30 ore

Dislivello: 1100 m.

Secondo giorno: Dal Rifugio Casati 3254m si scende per alcuni metri fino al ghiacciaio, poi si sale senza grossi problemi verso SSE per i dolci pendii della Vedretta del Cevedale sempre in direzione della forcella fra il Monte e la Cima Cevedale. Ai piedi del pendio che poi si fa più ripido ci teniamo leggermente sulla destra (sud) e dopo una salita abbastanza ripida (solitamente buone tracce, delicato con ghiaccio vivo) raggiungiamo la cresta di neve e ghiaccio e per questa proseguiamo verso destra (ovest) senza problemi fino alla bellissima vetta panoramica. In cima troviamo i resti di una baracca della I Guerra Mondiale. 

Discesa: La discesa ripercorre a ritroso il percorso dell´andata fino al Rifugio Ghiacciaio dei Forni 2150m

Difficoltà: F

Dislivello in salita: 500m

Tempo di salita:  3 ore

Tempo discesa: 2.45 al Rif. Pizzini + 1.30 h al parcheggio.

Dislivello in discesa: 1600m

Indicazioni/difficoltà: In condizioni normali si tratta di un’escursione su ghiacciaio relativamente facile. Pur trattandosi di escursione abbastanza facile, è assolutamente necessaria la dovuta precauzione soprattutto per i crepacci e indispensabile l’attrezzatura da ghiaccio. (casco, imbracatura, corda, cordini per longe e prusik, moshettoni, ramponi e piccozza)


Direttori: Cesare Bartolozzi, cesare.bartolozzi@yahoo.it, 3392755619 – AE/ISA Fabiano Magi, magifabiano@gmail.com, 3668370038