Ancora una volta il pranzo alla Chiesina di Morello segna la chiusura delle attività annuali del CAI di Sesto Fiorentino.

Quest’anno il pranzo ha unito gli escursionisti della sballottata al gruppo alpinistico che d’abitudine si saluta in questa occasione annuale, valutando il grado (alcolico?) di ciascun partecipante.

Questa splendida giornata di novembre è iniziata con la camminata degli escursionisti partiti con la consapevolezza che la fatica della camminata sarebbe stata ripagata da un pranzo luculliano, consapevolezza che, a mio avviso, ha dato loro uno sprint in più!

Nel frattempo il boss, Osvaldo, il presidente, Extreme, e un gruppo di ai(u)tanti hanno preparato il fuoco per le bruciate, i tavoli e il buffet che come sempre non ha deluso le aspettative.

Poco dopo sono partiti alcuni alpinisti che quest’anno hanno abbinato alla mangiata un giro in mountain bike. Sarà stato per non essere da meno degli escursionisti, per l’ossessione della forma o per sfidarsi su un terreno diverso da quello verticale?

Qualcun altro ha tentato un approccio in solitaria su per le rampe..

Ma tutti, anche chi come me è arrivato comodamente da casa, avevano un obiettivo: alle 13 mettere le gambe sotto il tavolo!

Obiettivo non proprio centrato in quanto il via alle danze è stato dato già alle 12,45!!!

Come di consueto la giornata è proseguita con il tanto atteso CHURCH BOULDER al quale quest’anno si è aggiunto il momento delle evoluzioni in mountain bike.

Ma quest’anno è inutile negarlo, qualcosa è mancato. Gli occhi di molti di noi hanno cercato un viso, le risate e lo sguardo di una persona e non l’hanno trovato. Aspettavamo di sentire all’improvviso, nell’aria le sue battute. Ma non sono arrivate. Quest’anno il vino non aveva lo stesso sapore, li cibo non ci ha dato la solita sazietà, il church boulder non ci ha rapiti come in passato.

Certe cose non si possono spiegare, certe cose si sentono col cuore e faticano ad esser dette con le parole.

Ci sei mancato Giovanni ma tu hai festeggiato con noi. Non dobbiamo cercarti tra la gente ma nel nostro cuore e lasciarti brindare mangiare e scherzare con noi.

Silvia Selmi