Il ponte del primo di Maggio era prevista una affascinante traversata delle Alpi Apuane da nord a sud. Le avverse condizioni meteo hanno costretto gli organizzatori ad annullare l’escursione che doveva articolarsi in tre giorni ed a sostituirla con un un’ica giornata nel gruppo delle panie.

Riceviamo da Iacopo Sergiusti e Fabiano Magi la descrizione della giornata.

Partiti la mattina presto da Calenzano, siamo giunti dopo un paio d’ore circa al parcheggio di Piglionico. Lasciate  le macchine siamo partiti da quota 1100 mt. per la cresta Nord della Pania Secca.
18 persone si sono inerpicate su per la Cresta con il sussidio di corde fisse, ove necessario. Sono state montate per sicurezza, sui tratti più difficoltosi ed a rischio di scivolate, anche se il gruppo si è comportato più che bene muovendosi con rapidità e senza troppe difficoltà su un paleo insidioso.
Con grande soddisfazione di tutti, siamo arrivati in cima alla  Pania Secca a quota 1711 mt. dopo circa 3 ore mezzo. Dopo una pausa rifocillante in attesa degli ultimi compagni addetti allo smontaggio ed al recupero dei materiali, siamo scesi al Rifugio Rossi a quota 1609 mt. dove è stato valutato il da farsi e presa la decisione di mettersi sul cammino di ritorno viste le avverse condizioni meteo che si approssimavano velocemente alla nostra posizione. Questa scelta spiacevole ma necessaria per la sicurezza del gruppo, ci ha costretto a rinunciare a due delle tre vette che ci eravamo prefissati; ma in compenso ci ha ripagati evitandoci un lavaggio coi fiocchi e relativo risciacquo a cui saremmo stati sottoposti con appena mezz’ora di ritardo nelle decisioni.
La giornata, in compenso, è stata gradevole per quasi tutto il tragitto ed è terminata, come sempre, con le gambe sotto al tavolo in quel di Diecimo alla nostra solita e oramai più che collaudata pizzeria. Il gruppo come sempre ha saputo dispensare battute e risate che hanno rallegrato la frugale e conviviale merenda in attesa di arrivare all’ora del rientro.
Il rientro a casa si è alternato tra sprazzi di sereno e copiosi scrosci d’acqua che ci hanno tenuto compagnia fino quasi al parcheggio di Calenzano dove erano stati lasciati alcuni mezzi al mattino.