Maggio di Libri – Biblioteca “Ernesto Ragionieri”

Giovedì 5 giugno alle ore 21.15 – Biblioteca Ernesto Ragionieri

La Sezione CAI Sesto Fiorentino presenta il libro

Il bosco di nessuno di voi

di Federico Pagliai (Fabbri Editori, 2013)

Saranno presenti:

Federico Pagliai – autore

Fabiano Magi – giornalista ,Jacopo Massoli – dottore Forestale

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Continuerà fino ai primi di giugno l’ottava edizione di “Maggio di librirassegna dedicata ai libri che si propone di sensibilizzare eventi, incontri, presentazioni di libri, appuntamenti divario genere, promossa dal Comune di Sesto Fiorentino con la collaborazione della Biblioteca Ernesto Ragionieri e le tante associazioni e istituzioni culturali sestesi.

Anche quest’anno la nostra sezione partecipa all’iniziativa con la presentazione del libro “Il bosco di nessuno di voi” di Federico Pagliai, che alcuni nostri soci e amici hanno già conosciuto nel 2012 quando è venuto a presentare il suo libro precedente, “Come un filo che pende”.

 Giovedì 15 maggio alle 21.15, nella Sala Meucci della Biblioteca Ernesto Ragionieri l’autore presenterà la sua ultima opera. Interverranno Fabiano Magi  – giornalista, e Jacopo Massoli – dottore forestale si confronteranno con Federico Pagliai per approfondire le tematiche del libro.

” Note biografiche”


Nato nel 1966 a La Lima, ” il paese più all’ombra di Italia”, Federico Pagliai vive tuttora sulla Montagna Pistoiese, storica zona di confine e di confino dell’ Appennino Tosco Emiliano. Nel 1985 sceglie una professione che gli consenta di non abbandonare la montagna natia per scendere in città: diventa infermiere e poi volontario del Soccorso Alpino Speleologico.
Il suo vivere sui crinali della montagna pistoiese non è un semplice atto di residenza ma un percorso di vita all’ insegna della ricerca, apprezzamento e condivisione di quei valori semplici e genuini, ritmati dal succedersi delle stagioni, propri della cultura montanina.

Federico, sin da ragazzo inizia ad allontanarsi dal paese. Forse per capire se tutto il mondo somiglia a quel paese morto. La chiusura della Cartiera Cini, vero fulcro industriale della zona, nel 1977, rappresentò la fine di un’ epoca e ridusse molti abitanti del piccolo borgo ad abbandonare il paese ed emigrare nelle grandi città del piano oppure a trovare precari impieghi in zona

Cammina: in quelle sue escursioni solitarie conosce un altro mondo, così diverso da quello industriale, incontra boscaioli, fungai, contadini, pastori, intagliatori, scalpellini, bracconieri. Gente semplice e fiera del proprio vivere su questa montagna povera, uomini, donne e bestie che conducono esistenze in naturale simbiosi con i ritmi dettati dalle stagioni, incastonati in una natura che, prima di tutto, è custodia.

Cammina, perché “.. camminare rende gli uomini migliori” e, in età adulta, prende l’abitudine di raccoglie su piccoli block notes spunti, idee, colpi di occhio, pennellate di gente e di posti. Così, e non potrebbe essere diversamente, nascono i suoi libri: quasi come sotto dettatura del mondo naturale proprio della Montagna Pistoiese e dintorni.


Dal libro:

” Le felci erano ormai arrivate al terzo palco: unità di misura naturale per capire se sia tempo da funghi o meno.

In una mattina di giugno, un uomo si addentra in un bosco, Quella foresta pareva chiamarlo, erano anni che ci girava intorno e solo quando la sua vita ha poi imboccato un sentiero di solitudini ha deciso di infilarsi tra quegli alberi. Di quel bosco, lui, tutto ignora. Comincia ad avanzare tra dirupi scoscesi, acque che si rincorrono giù per i pendii, ombre di foreste di abete, sdentate creste di pietra e vallate che si adagiano a terra in campi sdraiati a prendere il sole. In quel suo vagare incontra genti, animali, alberi. Ascolta le voci di ognuno di essi, capisce che la sua solitudine si trasforma, cambia colore, forma. Diventa spazio e non più vuoto. Spazio da riempire con i sentimenti che quelle storie ascoltate portano in dote, un comune sentire che abbraccia tutto l’ universo e che condivide con gli abitanti di quel bosco. Dolori, gioie, timidezze, cattiverie, emozioni… Sentimenti che solo attraversandoli consentiranno a quell’ uomo di conoscersi meglio, di uscire dal bosco che ognuno di noi ha sul suo percorso. 

Il suo bosco, quello di nessuno di voi…Ad ognuno il suo.”

Per saperne di più:

http://www.federicopagliai.com/