Ore 6:00, partiamo in 10 da Calenzano con la pioggia, l’unica che troveremo in due giorni di tempo
splendido quanto inaspettato sulle Alpi Marittime.
Arriviamo a Terme di Valdieri (CN) e parcheggiamo presso Piano della Casa del Re; spiati da
grasse marmotte saliamo veloci sul sentiero che si snoda lungo il sempre più stretto Vallone
Assedras ai piedi del massiccio dell’Argentera e delle Cime di Nasta, per arrivare al Rifugio
Remondino.
Nel tempo in cui la gestrice del Rifugio ci prepara la stanza per la notte, noi raggiungiamo in un’ora
di cammino su ghiaioni e massi il glaciale Lago di Nasta a quota 2800m, il più alto delle Marittime.
Rientriamo prima che la nebbia avvolga completamente il Rifugio; sistemati nella camerata ci
attende una luculliana cena profumata al rosmarino.
Ci svegliamo alle 6:00, non è troppo freddo, il Rifugio è al completo e la fila in bagno è lunga,
riusciamo comunque ad essere pronti per partire alle 7:00. In paziente fila indiana saliamo con
fatica il ripidissimo ghiaione che porta al Passo dei Detriti, un balcone naturale da cui ci godiamo il
sole appena sorto ed il mare di nubi che avvolge l’intera Valle Gesso. Per sicurezza, qua ci
imbraghiamo e indossiamo il casco.
Cambiamo versante: una bellissima cengia sospesa sulla parete Est dell’Argentera ci porterà in
meno di 40 minuti sulla vetta della Cima Sud senza troppe difficoltà, visto che alcuni punti esposti
sono ben protetti da corde fisse e la linea di salita è ben segnalata da tracce ed ometti. Una volta in
cima, accoccolati accanto alla croce, ci rilassiamo con un panorama davvero notevole: a nord l’altra
cima dell’Argentera, poi in lontanaza il Monviso, il Monte Bianco, il Monte Rosa e qualcuno
avvista pure il Cervino; a Sud, passate le cime del Mercantour, si intravede la costa francese.
Scendiamo lentamente per lo stesso itinerario, molti altri gruppi stanno salendo la cengia e spesso
dobbiamo alternarci; al Passo dei Detriti, in compagnia di una curiosa femmina di stambecco con i
suoi piccoli, ci togliamo l’imbrago e torniamo al rifugio: una polenta con formaggio e spezzatino
non ce la toglie nessuno!
Rientrati alle auto ci salutiamo e partiamo. Tutti, però, vorrebbero già tornare.

Francesca Ciani