A dirla così è abbastanza vago .. e vasto, poi mi rendo conto che la direzione è verso il Mugello e poiché sono “a traino” non mi sono informata più di tanto. In effetti, nelle gite di Oltre l’Ostacolo, finché non partecipi,  ti senti più  “accompagnatore” che  gitante con l’incognita del percorso,  del paesaggio, della prestazione … ma appena giungi all’appuntamento ti rendi conto che non è così, vieni travolto dai saluti, dai sorrisi, dall’entusiasmo, dalle aspettative di tutti i ragazzi e ne sei già parte.
La mattinata è grigia e ventosa con buone probabilità di pioggia, ma si parte lo stesso.. Oltre l’Ostacolo non si ferma di certo davanti a una minaccia di pioggia!!!
Oggi non siamo in tanti, alcuni ragazzi sono già in vacanza ed altri sono andati in gita a Roma.
Due macchine, più il pulmino “Bubunci”, ormai vecchio e con molti acciacchi, ma sempre pronto a rispondere ai comandi di Massimo, che lo fa rombare su per le strade del Mugello.
Si arriva a Londa dove incontriamo Simone che ha organizzato l’escursione all’interno delle Foreste di Rincine e proseguiamo verso quella direzione.
I boschi si fanno sempre più fitti e gli alberi,ai margini della strada, sempre più  rigogliosi, fra di essi vedo alti ciliegi con bei frutti rossi che dicono mangiami-mangiami!!
I ragazzi nel pulmino sono attenti al paesaggio e fanno gli scongiuri perché non piova!!
Si arriva al Centro Polifunzionale  dell’Associazione  Foresta Modello delle Montagne Fiorentine, dove siamo accolti dal responsabile, con la propria famiglia, e da alcuni suoi collaboratori.
Si fa gruppo intorno a loro che ci spiegano lo scopo dell’associazione e ci accompagnano nel trekking lungo una strada forestale, spiegandoci le diverse  tipologie di ambiente che incontriamo e lo scopo del loro lavoro (http://www.forestamodellomontagnefiorentine.org/64/it/lanostrafm.html).
La cosa ci prende tutti e fioccano le domande.
Proseguiamo lungo il sentiero in salita: oggi c’è solo un amico in carrozzina e possiamo procedere abbastanza speditamente, rispettando le esigenze e le problematiche di tutti. Il tempo regge e quando arriviamo al  Pian dell’Aina, area di sosta attrezzata, possiamo dar fuoco alla brace e cuocere le salsicce che Simone ha acquistato in zona con del buonissimo pane e pecorino.
Alcuni si sistemano dentro il bivacco per ripararsi dal vento, dove nel caminetto crepita un bel  fuocherello che, devo dire, non guasta per niente, nonostante sia metà giugno!!
Rimaniamo per un po’ a  bivaccare scambiando informazioni e facendo domande ai nostri accompagnatori, il clima si fa giocoso e fra quel verde e quella gente mi sento veramente rilassata.
Riprendiamo la strada del ritorno percorrendo lo stesso sentiero, ma non so perché, ora scopriamo delle piccolissime fragole selvatiche che ci fanno l’occhiolino e che finiscono ad esaltare le nostre papille!
Giustappunto non avevamo mangiato la frutta!!!
Arrivati al Centro Polifunzionale, ci fanno visitare l’interno, con la sala congressi, e una grande stanza-museo dove sono esposti gli attrezzi che in passato  servivano per tagliare il bosco, e quelli che invece sono utilizzati adesso; qui, quando il brutto tempo non permette di farlo fuori, vengono tenute lezioni di formazione per gli operatori forestali.
E’ l’ora di tornare verso casa, ci prepariamo, salutiamo tutti ringraziando per l’accoglienza e riprendiamo i nostri mezzi.
La giornata è passata velocemente, mi sento arricchita di ossigeno, di  informazioni e di umanità.

Silvia Sarri

Vai alla galleria immagini