Dopo il tentativo di settembre 2014 vanificato dal maltempo finalmente a luglio di quest’anno ha preso vita l’uscita del G.A.B.M.L. su roccia, occorre evidenziare che si tratta della prima gita di arrampicata su roccia presentata nel programma sezionale e, in un periodo di polemiche su responsabilità ed accompagnamento mi pare possa essere considerata una buona notizia.

Tra membri presenti, accompagnatori ed aggregati il gruppo era composto da diciotto persone, un numero di tutto rispetto per una proposta dedicata ai soli climber.

In pieno spirito G.A.B.M.L. la composizione della compagine era quanto mai disomogenea dai fortissimi che si sono dedicati a vie di assoluto impegno (Diedro Buhl, VI) ai neofiti alle prime esperienze con le crode dolomitiche, da chi si è dedicato ai monotiri della Città dei Sassi a chi ha provato il parapendio. Quello che non è mancato al solito è stato lo spirito familiare, la goliardia e la complicità tra i membri di un gruppo accomunati da una stessa passione.

Il primo giorno dopo la levataccia ed un tranquillo viaggio in macchina è stato dedicato a salire alcune delle vie più facili della parete del Ciavazes, ottimo entry-level all’ambiente dolomitico dove si sa spesso i gradi della relazione non fotografano esattamente le difficoltà riscontrabili sul campo. Per coloro che, appena usciti dal corso AR1, volevano capire la differenza tra una via dietro un istruttore ed una via in autonomia ecco subito l’esemplificazione di cosa può succedere….la troppa sicurezza, l’eccessiva disinvoltura nell’approcciare l’attacco ed ecco subito che si parte su una parete sbagliata, su una via inesistente che dopo 25 metri quasi improteggibili ha visto me ed il bionico Osvaldo calarsi su un approssimativo spuntone.

Dopo questo classico incidente tutto si svolge come da copione portando la truppa alla cengia dei camosci con un panorama unico ed incomparabile anche grazie ad una meteo inappuntabile. Dopo essersi ricompattato, il gruppo è finalmente giunto all’albergo dopo quindici ore dalla partenza da Calenzano con una fame che faceva concorrenza ad un gruppo di lupi mannari. Gli albergatori in effetti sono apparsi un po’ preoccupati dopo aver cronometrato la durata del tavolo da buffet dove insalate e verdure sono state spazzolate in tempo da guinness dei primati.

Dopo essersi rifocillati sono emerse le prime “vittime” della giornata…ginocchia doloranti, muscoli gonfi, dita spellate.

Per il secondo giorno il menu previsto ha tenuto in molti casi conto degli acciacchi riportati e così la destinazione è stata Prima Torre del Sella con attacchi a pochi metri sopra la porta dell’albergo. Chi ha avuto la forza di arrampicare anche il secondo giorno si è trovato a contatto con la comunità internazionale dei climber che popola queste cime. La Prima Torre è una meta classica con un incredibile intreccio di vie di grado modesto tanto che la maggior difficoltà sta nel riuscire a rimanere sulla propria. In soli tre tiri, alle soste in comune, abbiamo potuto scambiare due chiacchiere con una cordata slovena, i clienti americani di una guida ed una cordata veneta.

Per i conoscitori e gli amanti della geografia verticale il gruppetto G.A.B.M.L ha salito:

  • via della Rampa, Ciavazes, IV;

  • via Piccola Micheluzzi, Ciavazes, IV+;

  • via Diedro Buhl, Ciavazes, VI;

  • via Freccia, Prima Torre, IV;

  • via dei camini, Prima Torre, IV;

  • via Malsinr-Moroder, Quarta Torre, VI+

Prima di tornare a casa c’è stato un momento di condivisione in cui non sono mancati gli apprezzamenti da parte di coloro che hanno avuto modo, tramite il gruppo alpinistico, di approfondire e conoscere ciò che avevano scoperto nei corsi. Le parole, i volti e gli sguardi di Silvia, Franco, Osvaldo e gli altri hanno confermato l’utilità dell’esistenza di questo gruppo, forse non apprezzato da tutti, ma ritenuto utile da molti e degno dell’impegno profuso da alcuni per tenerlo vivo ed attivo.

Come è giusto che sia non sono mancate le critiche ed i dubbi su alcuni aspetti gestionali, la gita era una prima volta e non si può che far tesoro dei suggerimenti per arrivare tutti più preparati alle prossime occasioni. Sempre e comunque con lo spirito di condividere una bella esperienza in montagna.

Un bentornato ad Osvaldo che tornato “bionico” ha dispensato la solita messe di consigli ai neofiti, questo rientro mi/ci ha fatto quanto mai piacere perché molti di noi hanno scoperto, si sono appassionati e continuano a godere del piacere di andare per monti proprio grazie al tempo dedicatoci dal buon vecchio Osvy. Ancora grazie di cuore.

Filippo “Gomitolino” Martinelli

Nota a margine: vi siete incuriositi? Siete interessati alle proposte G.A.B.M.L.? avete pensato la prossima volta voglio esserci anch’io? Allora stay tuned, il programma delle attività 2016 è in corso di preparazione e non mancheranno le occasioni per ritrovarsi su una vetta o di fronte ad una buona birra. Buone scalate a tutti.