Sabato 27 settembre è stata proprio una bella giornata. Le ottime previsioni meteo, quasi eccezionali per quest’annata caratterizzata dal tempo mutevolissimo, ci permettono di partire per la nostra lunga escursione con una certa tranquillità. Siamo solo in 12 ma non ci conosciamo tutti, non proveniamo solo da Sesto Fiorentino ma c’è anche qualcuno che arriva dalle sezioni di Firenze, Prato, Maresca.

Tutti camminatori tosti, tant’è che l’estrema ripidità della via di lizza sulla quale procediamo, viene affrontata da tutto il gruppo in gran scioltezza…anche se la sottoscritta con la scusa di dover chiudere la fila, rimane in coda anche per tirare un po’ il fiato..Rallenta anche Fabiola ma solo per scattare foto alle bellissime vedute che si aprono davanti a noi via via che saliamo.

Giunti al Piastrone sostiamo per bere un sorso d’acqua, mangiucchiare qualcosa e per godere dell’incantevole vista sulla costa e sulle isole al largo che oggi sembrano cosi’ vicine, la limpidezza e’ tale che si intravede anche la Corsica.

Riprendiamo il cammino lasciandoci alle spalle la bella via di lizza (e con essa la pendenza più faticosa) con le tracce dei suoi numerosi piri utilizzati dai cavatori di un tempo per facilitare la discesa del marmo a valle, e arriviamo quindi alla zona delle cave, salendo per la più agevole ma meno bella strada marmifera percorsa ai giorni nostri dai mezzi pesanti che portano via ancora tanto altro marmo…è evidente che la zona in prossimità del Passo della Focolaccia è stata ormai trasformata irreversibilmente dalla continua attività estrattiva come purtroppo altre zone di queste nostre meravigliose Alpi toscane. Ci concentriamo infatti su queste bellezze e concedendoci un’altra sosta prima di affrontare la cresta, ammiriamo le cime del Cavallo, del Pisanino, lo storico bivacco Aronte sopra di noi, la Punta Carina dove Emanuele ci racconta d’aver arrampicato di recente con Francesca e Matteo. Saliamo sulla cresta cercando di percorrere quest’ultimo strappo un po’ più lentamente per permettere a Fabio di far sciogliere alcuni crampi muscolari che ha accusato per la ripida salita e sulla cresta ci soffermiamo volentieri soprattutto per ammirare la varietà degli scenari che da destra a sinistra si aprono sul mar Tirreno, sugli appennini , sul lago di Vagli, sulle altre cime apuane…semplicemente stupendo. Arrivati sulla cima della Tambura ci fermiamo a mangiare e a chiaccherare con un altro gruppo Cai proveniente da Castelnuovo di Garfagnana e qui avviene lo storico incontro tra il nostro presidente Stefano e il presidente della sezione di Castelnuovo, “suggellato” da una foto di stretta di mano, a mo’ di capi di stato.

Dopo pranzo scendiamo sull’ultimo tratto di cresta per arrivare al passo della Tambura e da qui in breve al rifugio Nello Conti dove ci fermiamo per riempire le borracce d’acqua e la pausa caffè.

Altro punto estremamente panoramico, sotto il rifugio si apre la gola che risale attraverso il canale dei Vernacchi e in alto a sinistra scorgiamo delle persone lungo il sentiero che porta alle cave Gruzze….sembra molto interessante e Simone pensa che potremmo organizzare per provarla ed eventualmente proporla come idea per un’altra gita sociale .. Da qui non ci resta che imboccare la famosa via Vandelli che in un paio d’ore, tornante dopo tornante ci riporta al paese di Resceto.

Visto che il numero “contenuto” dei partecipanti lo permette, li nominiamo qui tutti per ringraziarli dell’entusiasta partecipazione che ha permesso la buona riuscita dell’escursione:

Carmen, Simone B., Fabio, Luca, Veruschka, Marco, Fabiola, Silvia, Emanule, Stefano, Simone DP. Grazie e alla prossima.