Le Apuane che resistono… e anche noi!

News Pubblicato il 12 Luglio 2026
Relazione dell’escursione dell’11-12 luglio 2026

Ci sono escursioni che si ricordano per una vetta conquistata, altre per il panorama, altre ancora per la compagnia. Questo fine settimana nelle Alpi Apuane sarà ricordato soprattutto per il suo significato.

L’iniziativa è nata in pochissimi giorni grazie alla determinazione della Sezione, che ha raccolto l’appello lanciato dal Rifugio Orto di Donna. Dopo i recenti episodi che hanno colpito questa importante realtà delle Apuane, il CAI Sesto Fiorentino ha scelto di esserci nel modo più semplice ma anche più concreto: tornando a frequentare questi luoghi, portando persone, amicizia e sostegno a chi continua con passione a mantenere vivo uno dei rifugi simbolo delle nostre montagne. Una presenza concreta, fatta di passi, sorrisi e condivisione.

Sabato mattina il gruppo ha iniziato il weekend con la visita all’Eremo di San Viviano. Doveva essere, come qualcuno aveva detto con un certo ottimismo, “una passeggiata per ragazzi”. In realtà il sentiero ha deciso di smentire subito questa definizione: i numerosi tornanti in discesa hanno richiesto più attenzione del previsto e due partecipanti hanno preferito fermarsi prima dell’arrivo all’Eremo. Una scelta saggia, perché in montagna non esiste alcun obbligo di arrivare a tutti i costi.

Il pranzo al sacco è stato consumato nello splendido prato ai piedi della Roccandagia. Davanti a noi uno scenario semplicemente spettacolare, uno di quei panorami che fanno dimenticare ogni fatica e ricordano perché le Apuane continuano a conquistare chi le frequenta.

Nel pomeriggio ci siamo trasferiti sulle rive del Lago di Gramolazzo, dove qualcuno ha scelto un meritato riposo all’ombra, mentre alcune escursioniste hanno approfittato delle acque del lago per un piacevole bagno rinfrescante.

È arrivato poi il momento dell’obiettivo principale del weekend: raggiungere il Rifugio Orto di Donna. Dal Rifugio Donegani abbiamo imboccato il sentiero CAI 180. Dopo un iniziale tratto in cui il sentiero sembrava essersi preso una breve vacanza, siamo riusciti a ritrovarlo e la salita è iniziata sul serio.

Lungo il percorso non sono mancate le difficoltà e, come sempre accade nello spirito del CAI, è stata dedicata particolare attenzione a chi incontrava qualche ostacolo in più, soprattutto nell’ultimo tratto, dove erano richieste maggiore concentrazione e un po’ di tecnica di salita. Con pazienza, collaborazione e senza lasciare nessuno da solo, dopo circa due ore e mezza tutti i partecipanti hanno raggiunto il Rifugio Orto di Donna, accolti da una meritata bibita fresca.

La serata è proseguita con un’ottima cena e con l’intrattenimento teatrale e musicale della compagnia DrumRum, prima del meritato riposo.

La salita facoltativa al Passo delle Pecore prevista per il sabato non era stata possibile. Così domenica mattina, alle 6.30, un piccolo gruppo di temerari e temerarie è partito prima della colazione per raggiungere il passo e godersi la viste delle montagne e del mare nelle prime luci del giorno. Una bella esperienza che ha permesso di iniziare la giornata nel migliore dei modi.

Dopo una buona colazione, la classica foto davanti al rifugio e i saluti ai rifugisti e a Stefania Avanzelli, siamo scesi lungo la via di cava fino al Rifugio Donegani.

La tappa successiva prevedeva la visita alla Fortezza delle Verrucole. I nomi molto simili delle diverse fortificazioni hanno però tratto in inganno, risultato? Il gruppo si è ritrovato inizialmente davanti a quella sbagliata.

Ma anche questa volta non si è perso l’animo. Con una rapida riorganizzazione del programma è stato  anticipato il pranzo con gli ottimi panigacci presso la Panigacceria Lo Scalone di Camporgiano. Un precedente colloquio telefonico aveva indotto ai gestori che saremmo arrivati il sabato, ma tutto si è risolto con grande disponibilità e cortesia da parte loro.

Terminato il pranzo abbiamo raggiunto la vera Fortezza delle Verrucole per la visita guidata delle 14.30. Una scelta che, forse, si è rivelata persino fortunata, perché abbiamo trovato una guida preparatissima e coinvolgente, che non è detto sarebbe stata presente al mattino, e che ha saputo conquistare tutti i partecipanti rendendo la visita uno dei momenti più apprezzati dell’intero weekend.

Una bibita fresca, gli ultimi saluti e poi il rientro verso casa hanno concluso due giornate davvero particolari.

È stata un’escursione diversa sotto molti aspetti.

Era nata con l’obiettivo di sostenere un rifugio che aveva chiesto aiuto e possiamo dire che questo obiettivo è stato pienamente raggiunto. Ma ha saputo andare anche oltre. Ha riunito soci e non soci, molti dei quali non si conoscevano affatto, creando fin dalle prime ore un gruppo affiatato, disponibile e sempre pronto ad aiutarsi.

Le difficoltà incontrate lungo il percorso, gli imprevisti organizzativi e qualche inevitabile contrattempo sono diventati occasioni per sorridere insieme. È difficile ricordare un’escursione durante la quale si sia riso così tanto. Tutti hanno contribuito, con il proprio spirito di adattamento e la propria voglia di stare insieme, a rendere speciale questo fine settimana.

Questo è il CAI Sesto Fiorentino.

Un sentito ringraziamento va alla Panigacceria Lo Scalone di Camporgiano, per l’ottimo pranzo e per la disponibilità dimostrata nel riorganizzare la nostra prenotazione dal sabato alla domenica; al Rifugio Orto di Donna, per l’accoglienza, la simpatia e la passione con cui continua a rappresentare un punto di riferimento per tutti gli amanti delle Apuane; alla Fortezza delle Verrucole, che ha reso possibile la riorganizzazione dell’orario della visita guidata permettendoci di vivere un’esperienza davvero interessante.

Infine, il grazie più grande va a tutti i partecipanti. Per aver creduto nello spirito dell’iniziativa, per aver condiviso due giornate di montagna con entusiasmo, disponibilità e tante risate. È anche grazie a persone come loro che le montagne resistono.

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