22 luglio 2026
Quarta e ultima uscita serale del mese di luglio. Dopo le escursioni di Tavarnelle–San Casciano, Calenzano e Sesto Fiorentino, questa volta la Sezione ha proposto un itinerario alla scoperta dei boschi di Monte Senario, un luogo dove natura e storia si intrecciano in un perfetto equilibrio. E le aspettative sono state pienamente soddisfatte.
Ad accompagnare i 30 partecipanti, oltre ai direttori dell’escursione, Pippo e Pino, c’era Gabriele Baldi, socio CAI e, come ama definirsi sul proprio profilo Facebook, «esperto per diletto del territorio e della storia del Comune di Vaglia». Con la sua competenza e la sua passione ha arricchito la camminata con racconti, curiosità e aneddoti che hanno trasformato una semplice escursione in un autentico viaggio nel tempo, permettendo ai partecipanti di cogliere il significato di luoghi e manufatti che, altrimenti, sarebbero forse passati inosservati.
Il ritrovo era fissato nella piazza di Bivigliano. Da qui abbiamo imboccato via della Chiesa, fermandoci davanti all’antica pieve romanica di San Romolo di Fiesole, costruita prima dell’anno Mille. Purtroppo la chiesa era chiusa e non abbiamo potuto ammirarne l’interno, dove è conservata una preziosa pala d’altare di Andrea della Robbia.
Attraversato un breve tratto di campagna, prima di tornare sulla strada asfaltata, abbiamo raggiunto il Casotto della Nonnina, che Gabriele ci ha illustrato come uno dei principali serbatoi e punti di snodo dell’antico Acquedotto Mediceo, realizzato tra il XVI e il XVII secolo. L’opera raccoglieva le acque delle sorgenti di Monte Senario e Bivigliano, alimentando anche le spettacolari fontane del monumentale Parco di Pratolino.
Dopo una breve sosta davanti edicola votiva della Madonna, costruita nel 1943 lungo via dei Condotti, abbiamo imboccato il sentiero 63 che conduce al Convento. La salita si è svolta all’interno di un fitto bosco di cerri, roverelle, ginepri e altri arbusti spontanei, fino a raggiungere la suggestiva Ghiacciaia di Monte Senario, immersa tra maestosi abeti rossi e castagni. Qui Gabriele ci ha raccontato l’affascinante storia della raccolta e della conservazione del ghiaccio, un’attività fondamentale prima dell’avvento della refrigerazione moderna.
Ripreso il cammino, siamo arrivati al Piazzale della Croce, dove inizia il sentiero 00, l’antica mulattiera che per secoli ha rappresentato l’unico accesso al convento, prima della costruzione della strada asfaltata. Questo tratto è conosciuto come la Via Matris Dolorosae, un percorso devozionale scandito da sette tabernacoli dedicati ai principali dolori della Vergine Maria. Abbiamo percorso il sentiero attraversando uno splendido bosco di abeti bianchi, douglasie, pini neri e castagni, immersi in un’atmosfera silenziosa.
Lungo la Via Matris abbiamo incontrato anche il piccolo Cimitero di San Martino, conosciuto come Cimitero dei Frati, immerso nel verde e fronteggiato da alberi di tuia. Anche qui Gabriele si è soffermato a raccontarne la storia e le vicende che lo hanno legato, nel corso dei secoli, alla comunità religiosa.
Giunti al Convento di Monte Senario, abbiamo ascoltato il racconto della sua fondazione da parte dei Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria, della costruzione della prima chiesa, dei successivi ampliamenti e delle vicende che hanno portato all’attuale assetto del complesso conventuale.
Dopo l’immancabile foto di gruppo abbiamo imboccato il sentiero 65 per il rientro verso Bivigliano. Durante la discesa Gabriele ci ha parlato delle antiche cave a cielo aperto, sfruttate nei secoli dai frati per estrarre l’arenaria utilizzata nell’ampliamento del convento.
Un’ultima sosta è stata dedicata alla Fonte Comunale di Vaglia, una storica sorgente immersa nel bosco. Anche in questo caso il racconto è stato ricco di curiosità: dalla scoperta, negli anni Settanta, di vene d’acqua minerale e di una sorgente con caratteristiche termali, fino ai progetti, poi abbandonati, di sfruttamento economico. Una scelta lungimirante ha infine permesso di conservare la sorgente come fontana pubblica, ancora oggi a disposizione della collettività.
La serata si è conclusa alla Locanda di Bivigliano, che abbiamo raggiunto proprio al tramonto. Qui abbiamo gustato un’ottima cena in compagnia, condividendo impressioni, racconti e sorrisi dopo una piacevole camminata.
È stata un’altra bellissima uscita, capace di coniugare il piacere dell’escursionismo con la scoperta del territorio, della sua storia e delle sue tradizioni, offrendo anche l’occasione di conoscere nuovi compagni di cammino.
Un sentito grazie a Gabriele per la sua preziosa disponibilità e la passione con cui ci ha accompagnati, ai direttori dell’escursione, Pippo e Pino, e a tutti i partecipanti che hanno contribuito a rendere speciale questa serata.










