Via Infelici Viola

News Pubblicato il 11 Marzo 2026

Quando la montagna sussurra, bisogna ascoltare

“Ciao Simo, come sei messo martedì?”

Le avventure spesso iniziano così. Senza enfasi, senza programmi troppo rigidi. Solo due amici, una finestra di bel tempo e quella voglia di tornare a respirare aria sottile.

Ai Balzi dell’Ora la neve era perfetta, compatta, sincera. Salivamo leggeri nel terzo canale, in quella sintonia che nasce dopo anni di corda condivisa. Con Filippo abbiamo imparato a capirci con uno sguardo, con un mezzo gesto della piccozza, con il silenzio.

Poi succede.
Alzi la testa — il classico naso all’insù del “pesticciatore” — e la montagna ti mostra qualcosa che prima non avevi visto. Una linea bianca, elegante, sospesa tra due canali conosciuti. Una lingua di neve incastonata nella roccia, come se aspettasse solo di essere percorsa.

Non sapevamo nulla di quella linea.
E forse è proprio questo il bello.

L’abbiamo salita con rispetto, con prudenza, con quell’equilibrio sottile tra desiderio e consapevolezza. La rampa iniziale, l’obliquo delicato tra rocce scure, il passaggio stretto, la conca finale che si impenna fino alla cornice verticale. Pochi metri a 90°, intensi, vivi. Poi il sole.

Sopra di noi un cielo limpido.
Sotto, un mare di nuvole disteso verso la Toscana, fino al Monte Amiata.

Forse qualcuno, anni fa, sarà già passato di lì. Forse no. La neve è effimera, cambia volto alla parete, cancella le tracce e le possibilità. Oggi c’era. Domani chissà.

Per noi è stata una prima volta.
E come tutte le prime volte aveva il sapore della scoperta.

L’abbiamo chiamata Via Infelici Viola, con il sorriso di chi sa che l’alpinismo è cosa seria, ma non seriosa. Un nome nato tra ironia e passione calcistica, tra amicizie e stagioni storte.

Siamo parte della Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera “Vero Masoni”, e forse il dono più grande che la Scuola ci ha lasciato non è solo la tecnica, ma la capacità di guardare una parete e vedere una possibilità.

Perché in montagna, come nella vita, le linee più belle non sempre sono quelle tracciate sulle guide.
A volte sono quelle che compaiono solo per chi sa alzare lo sguardo.


Via Infelici Viola
Ri-percorsa con umiltà da Filippo Martinelli e Simone Giovannini

  • Martedì 26 febbraio 2026
  • Dislivello: 180 m
  • Sviluppo: 210 m
  • Difficoltà: PD+ (uscita AD per la cornice)
  • Materiale utilizzato: corda da 30 m in conserva media, 3 piccozze in due, 2 fittoni, 1 corpo morto da neve
  • Extra indispensabile: Thé al miele di abete portato da Pippo

Entrambi istruttori della Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera “Vero Masoni”, continuiamo a vivere la montagna con lo spirito che la Scuola ci ha trasmesso: curiosità, prudenza e passione autentica.